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Dalle scuole
martedì, 5 marzo 2013 ore 00:18
Il dibattito: “Quale futuro per le attività laboratoriali nella secondaria superiore”

La recente riforma dell’ordinamento della scuola ha modificato profondamente la struttura dei corsi dalla scuola dell’infanzia alle superiori, penalizzando le ore destinate al fare, soprattutto nelle scuole professionali e tecniche, dove si studiava la manualità

 

Monopoli – Ieri sera, presso il Castello Carlo V, si è svolto l’incontro-dibattito intitolato: “Quale futuro per le attività laboratoriali nella secondaria superiore”, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del nostro Comune, dall’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “Luigi Russo”, dall’Associazione per Libera Informazione Agorà e Report.M.

All’incontro, moderato dalla professoressa Flora Villani, sono intervenuti: la professoressa Alba Sasso (Assessore Scuola Università Ricerca, Formazione Professionale della Regione Puglia), Giovanni Lacoppola (già il Provveditore agli Studi, Provincia di Bari), Candida De Toma (Vice Preside del Liceo Artistico-Musicale “Luigi Russo”) e  Antonio Raffaele Santo (docente dell’IPSIAM “San Francesco da Paola”).

Assenti: Stefano di Perna (Assessore Pubblica Istruzione ed Edilizia Scolastica, Provincia di Bari) e Rosanna Perricci (Assessore Pubblica Istruzione e Cultura, Comune di Monopoli).

«La recente riforma dell’ordinamento della scuola – ha spiegato Flora Villani – ha modificato profondamente la struttura dei corsi dalla scuola dell’infanzia alle superiori, penalizzando le ore destinate al fare, soprattutto nelle scuole professionali e tecniche, dove si studiava la manualità. Tutto questo rientra nella riduzione della spesa della scuola pubblica. Anche le scuole di Monopoli come le altre esistenti in Italia, sono rientrate a pieno titolo in questo progetto, come l’IPSIAM “San Francesco da Paola” e l’Istituto d’Arte “Luigi Russo”, con il taglio delle ore laboratoriali e dell’organico, che sono fondamentali nella formazione degli studenti».

Successivamente, la docente ha evidenziato l’annoso problema della mancanza di una biblioteca e, del Conservatorio di Musica senza un auditorium, mentre sullo schermo si susseguivano alcune foto d’epoca dei laboratori e degli studenti all’opera.

Il dibattito è seguito con l’intervento della professoressa De Toma, che ha parlato delle problematiche e delle prospettive dell’Istituto d’Arte “Luigi Russo”, passando dai guai della riforma Gelmini e sottolineando la mancata presenza di autorità politiche locali e provinciali.

«La classe politica monopolitana – ha evidenziato la professoressa De Toma – non ha mai conosciuto la potenzialità dell’Istituto Artistico e non ha mai valorizzato le conoscenze degli studenti. Si sono solo ricordati quando hanno avuto bisogno di realizzare le nuove targhe delle vie e quando c’è stato bisogno di organizzare eventi che facevano odiens».

Ha chiuso il discorso la vice Preside, affermando: “Il Liceo Artistico di oggi è ibrido”.

Poi il professore Antonio Raffaele Santo ha parlato del vecchio e del nuovo indirizzo scolastico dell’IPSIAM, dove quest’ultimo presenta tante problematiche, comprese le attività marinare, entrando così, nella polemica degli accorpamenti.

Successivamente, è intervenuto il Provveditore agli Studi emerito della Provincia di Bari, Giovanni Lacoppola, che ha fatto cenno al suo libro intitolato “La scuola che vorremmo”, mai distribuito nelle librerie, affermando: “Ho vomitato tutto quello che non va nell’istruzione”.

Poi, il provveditore emerito ha parlato delle attività laboratoriali, bacchettando fortemente la classe politica monopolitana, affermando: “Hanno trascurato le scuole professionali”; non ha nemmeno risparmiato critiche all’operato dell’Onorevole monopolitano (Piefelice Zazzera - capogruppo di IDV in Commissione Cultura alla Camera, n.d.r.).

Il dottor Lacoppola ha chiuso il suo intervento, affermando: “La legge Gelmini va cambiata”.

L’ultima ad intervenire, è stata la professoressa Alba Sasso che, pur ammettendo che i laboratori sono importanti per la manualità degli studenti, ritiene che la riforma Gelmini si è resa necessaria per tagliare i rami secchi e le risorse.

L’Assessore alla Formazione Professionale della Regione Puglia ha auspicato di valorizzare i corsi pratici, che sono fondamentali per il sapere delle attività professionali.

In conclusione, ha parlato degli accorpamenti e delle autonomie dei tre poli e della costituzione di un polo tecnico professionale.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   

 

Parole chiave: monopoli, alba sasso, accorpamento, scuola, istituto comprensivo, dibattito

 






 

06.03.13 | 03:17

quante cavolate si sono dette all'incontro dibattito, è evidente che chi è intervenuto non ha mai visto un laboratorio di un professionale, come si opera e quanto si apprende. Lo spreco è enorme. l'unico intervento da esperto però di parte è quello dell'itp (insegnante tecnico pratico) Santo. Il resto dei presenti Lacoppola compreso nel futuro farebbero meglio a tacere.

di school ciccio

 

 

 

 

 

giovedì 30 marzo 2017

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