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AttualitÓ
sabato, 6 aprile 2013 ore 05:49
I pugliesi non spendono: crescono i risparmi

I depositi bancari in Puglia superano i 51 miliardi di euro

 

Bari – I pugliesi non spendono. E crescono i risparmi. Aumentano, infatti, i depositi bancari in Puglia: oltre 51 miliardi di euro, custoditi sotto forma o di conti correnti o di buoni fruttiferi o di certificati di deposito o di assegni bancari interni o di depositi cauzionali costituiti da terzi.

E’ quanto emerge da un report del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia.

 

In un anno, da gennaio 2012 a gennaio scorso, i depositi sono cresciuti del 4,8 per cento. Una percentuale in controtendenza rispetto ad altre regioni italiane, dove la capacità di accumulare risparmio si è ridotta a causa dell’acuirsi della crisi. In Puglia, da 48 miliardi 717 milioni di euro si sale a 51 miliardi 41 milioni. L’incremento è di due miliardi 324 milioni.

 

In dettaglio, l’88,2 per cento appartiene alle famiglie (45 miliardi), il 7,8 per cento alle imprese (3,9 miliardi), appena l’1,9 per cento alle amministrazioni pubbliche (964 milioni), lo 0,9 per cento alle istituzioni senza scopo di lucro (473 milioni) e lo 0,5 per cento a società finanziarie (237 milioni).

 

In particolare, i risparmi delle famiglie (consumatrici e produttrici) sono aumentati del 7 per cento (da 42 a 45 miliardi). Il dato è senz’altro da interpretare: le possibili spiegazioni vanno ricercate nell’incertezza economica che ha frenato gli acquisti e gli investimenti, nonché nella maggiore preoccupazione per l’introduzione di nuove imposte e tasse.

Così, molte famiglie hanno pensato di mettere da parte i propri risparmi. In economia, però, non è sempre un bene. Anzi, può, avere conseguenze negative sul tessuto produttivo locale. Un grande economista britannico, John Maynard Keynes, sosteneva che: «ogni volta che risparmiate cinque scellini, togliete a un uomo il lavoro di una giornata».

Questo «paradosso» riferito al risparmio spiega come una delle più classiche virtù (che è quella di accumulare denaro di scorta) può creare «danni», se lo stesso risparmio non viene fatto più ri-circolare nel grande circuito dei movimenti di spesa e di acquisti.

Perciò, considerata la contrazione dei consumi sempre più marcata, continuare a risparmiare e spendere meno vuol dire fare ancora più male all’economia di quanto non ne possano provocare le decisioni del Governo e l’inasprimento della pressione fiscale.

 

 

«L’incertezza economica - spiega il presidente di Confartigianato Imprese Puglia, Francesco Sgherza - spinge le famiglie a risparmiare. Occorrono scelte chiare a favore del rilancio dei consumi, altrimenti non si riuscirà ad innescare l’agognata ripresa della produttività e dell’economia reale».

Per il presidente, «è necessaria la riduzione della pressione fiscale sulle imprese e sui lavoratori, che ha frenato, soprattutto a livello psicologico, i consumi».

 

 

Intanto, i depositi della pubblica amministrazione sembrano finiti in una spirale. Nello stesso periodo, infatti, sono diminuiti del 39,7 per cento (da 1,6 miliardi a 964 milioni). Una contrazione che «certifica», in modo chiaro, lo stato di grave difficoltà attraversato dagli enti locali, nonostante la forte tassazione a carico dei cittadini.

 

Riguardo, poi, alle società finanziarie, compresi gli intermediari, si registra, in termini relativi, la migliore performance: più 22,9 per cento (da 193 milioni a 237 milioni).

 

Circa le società cosiddette non finanziarie, cioè le imprese che producono beni e servizi, l’incremento è del 4,2 per cento (da 3,8 miliardi a 3,9 miliardi).

 

Salgono anche i depositi delle istituzioni senza scopo di lucro. Le risorse principali, oltre a quelle derivanti da vendite occasionali, provengono da contributi volontari, versati da amministrazioni pubbliche e famiglie.


Analisi dei depositi nelle sei province pugliesi

 

Bari. E’ la provincia che, da gennaio 2012 a gennaio scorso, ha messo da parte più denaro. I depositi, infatti, sono cresciuti del 6,7 per cento (da 17,5 miliardi a 18,7). Corrisponde al 36,7 per cento del totale regionale. Un popolo di «formiche».

 

Barletta-Andria-Trani (Bat). I risparmi sono «lievitati» del 5,8 per cento (da 3,7 miliardi a 3,9). Equivalgono al 7,7 per cento dei depositi pugliesi.

 

Brindisi. L’incremento è il più basso di Puglia: appena il 2,3 per cento (4,2 miliardi), ma rappresenta l’8,2 per cento del totale regionale.

 

Foggia. E’ cresciuta del 3,4 per cento (da 7,7 miliardi a poco più di 8) e corrisponde al 15,7 per cento del dato pugliese.

 

Lecce. E’ salita del 3,2 per cento (da 9 miliardi a 9,3). Equivale al 18,3 dei depositi regionali.

 

Taranto. I risparmi sono aumentati del 4,5 per cento (6,4 miliardi a 6,7). Rappresenta uno spicchio del 13,3 per cento nella «torta» pugliese.

 

 

Grafico dei depositi nelle sei province pugliesi

 

 


Tabelle riepilogative

 

DEPOSITI IN PUGLIA

gennaio 2012

gennaio 2013

Var.%

Quota su tot.

 

 

 

 

 

Famiglie

42.093,587

45.029,708

7,0%

88,2%

Società non finanziarie

3.805,572

3.966,425

4,2%

7,8%

Amministrazioni Pubbliche

1.598,108

964,088

-39,7%

1,9%

Istituzioni senza scopo di lucro

446,758

473,683

6,0%

0,9%

Società finanziarie

192,929

237,068

22,9%

0,5%

Unità non classificate

580,196

369,902

-36,2%

0,7%

 

 

 

 

 

Totale

48.717,150

51.040,874

4,8%

100,0%

valori in milioni di euro

 

 

fonte: Centro Studi Confartigianato Imprese Puglia

 

 

 

DEPOSITI

gennaio 2012

gennaio 2013

Var.%

Quota su tot.

 

 

 

 

 

Bari

17.585,099

18.755,633

6,7%

36,7%

Barletta (Bat)

3.725,361

3.939,582

5,8%

7,7%

Brindisi

4.088,800

4.184,797

2,3%

8,2%

Foggia

7.765,301

8.028,863

3,4%

15,7%

Lecce

9.074,695

9.364,674

3,2%

18,3%

Taranto

6.477,894

6.767,325

4,5%

13,3%

 

 

 

 

 

Puglia

48.717,150

51.040,874

4,8%

100,0%

valori in milioni di euro

 

fonte: Centro Studi Confartigianato Imprese Puglia

 

 

Glossario minimo:

·        Famiglie: il settore comprende le famiglie consumatrici (individui o gruppi di individui nella loro qualità di consumatori) e le famiglie produttrici (imprese individuali, società semplici e di fatto, produttrici di beni e servizi non finanziari destinabili alla vendita, che impiegano fino a 5 addetti). Pertanto, le risorse del settore sono costituite da redditi da lavoro dipendente e autonomo, da trasferimenti e da redditi da capitale e d’impresa.

·        Amministrazioni pubbliche: il settore raggruppa gli enti locali, articolati in enti territoriali (Regioni, Province, Comuni), aziende sanitarie locali e ospedaliere, istituti di cura a carattere scientifico e cliniche universitarie, enti assistenziali locali (università e istituti di istruzione universitaria, opere universitarie, istituzioni di assistenza e beneficenza, altri), enti economici locali (camere di commercio, enti per il turismo, istituti autonomi case popolari, enti regionali di sviluppo).

·        Istituzioni senza scopo di lucro: rientrano in questo gruppo gli enti ecclesiastici e religiosi; i partiti politici e le organizzazioni ausiliarie, come le associazioni giovanili associate a un partito politico; i sindacati; gli ordini professionali.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

   

 

Parole chiave: monopoli, puglia, risparmi, depositi bancari, banche

 






 

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martedì 23 maggio 2017

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